fides

Article published on April 10, 2014
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Article published on April 10, 2014

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Uno sbrego di colore e la stanza acquista un altro aspetto, un quadro ricomposto dopo essere stato spezzettato e il mosaico riprende forma. A volte il mestiere di un archeologo insegna a ricostruirsi, perché in profondità si scava meglio. Si va dal più recente al meno, e il meno non può essere sopra il più, logicamente andando. I depositi sono lo scorrere delle cose, se non pulisci si accumula, se non togli si aggiunge. Le cose vanno avanti da sole. Non è necessario dare una spinta. La spinta è artificiale, perché la vita è di per sé, non perché data. Il numero è quello, e non altro.

Se vuoi dire che un fatto accaduto può essere riaccaduto, cadi male. Sei caduto, non ti rialzi se non partendo dalla caduta. Il bicchiere si riempie dal basso, non dall’alto. Va per addizione, è la gravità. Battute finali, ma la fine non è vicina.

Ho pensato che valesse la pena la sfiducia nella fedeltà. Mi sono sbagliato. Ma la fides, si sa, non è mai mal riposta.